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Inbound marketing: ascoltare e farsi ascoltare dall’utente

, di Lorenzo Mattiacci

Nel lavoro quotidiano di ogni dipartimento di marketing termini tecnici come hashtag , like e share o pin sono diventati importanti strumenti di promozione e di analisi dei risultati di ogni campagna. Se prima si parlava solamente di conversion rate, ora è molto importante l’engagement rate dei post su Facebook e Twitter . Il passaggio c’è stato negli ultimi tempi, da un marketing digitale incentrato sul sito web, si è passati ad un marketing incentrato sulla creazione di relazioni tra l’impresa e i suoi clienti. Inoltre, gli utenti stessi sono diventati voraci produttori di contenuti. Programmi come Instagram o Vine sono nati come importanti strumenti di creazione e condivisione di contenuti attraverso i quali chiunque, ispirato da un talento di artista o meno, può decidere di inondare il web di proprie creazioni. Apparentemente in un contesto guidato da trend istantanei e movimenti spontanei degli utenti, lo spazio per una comunicazione di marketing guidata dalle aziende è piuttosto limitato e confusionario sembra il ruolo degli addetti al marketing .

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Lean Startup: l’azienda snella

, di Adriano Gasparri

Guest Post: Adriano Gasparri – Mentor – GOextra

Una sfaccettatura molto importante di questa recessione economica è che ci sta costringendo a non dare per scontato quello a cui siamo passati sopra con leggerezza fino ad adesso e ci sta mostrando la più grande verità: non sarà più possibile costruire il benessere di oggi a spese del domani, incrementando il consumo per mantenere una crescita e finanziando questa crescita a spese del futuro. Il percorso di cambiamento a cui è chiamato un imprenditore in questo 2013 è profondamente diverso dal passato. Fin dall’inizio della sua promettente carriera l’aspirante imprenditore deve studiare concetti e teorie che gli possano dare le basi per affrontare da un punto di vista diverso gli scenari economici in cui opera: libri fondamentali come La Coda Lunga, Strategia Oceano Blu, Economia delle Esperienze sono solo alcune delle pietre miliari che l’imprenditore deve assimilare e che non posso mancare nel suo bagaglio culturale.

Apprese le conoscenze e competenze giuste, l’aspirante imprenditore desideroso di sperimentare ha l’opportunità di esercitarsi grazie a dei nuovi format di eventi che si stanno diffondendo in Italia come le Startup Weekend, Lean Startup Machine e Startup Pirates, queste sessioni verticali permettono di far nascere delle nuove idee imprenditoriali e svilupparle in contesti collaborativi aperti al confronto con gli altri operatori di questo ecosistema. Daltronde una buona idea proviene dalla collisione di piccole intuizioni che formano qualcosa di più grande del loro insieme, queste prendono forma grazie alla connettività delle persone, permettendo loro di unirsi in qualcosa di più grande della somma delle parti.

Ritornato a casa con un’idea di business sostenibile, il neo imprenditore può mettersi veramente al lavoro per costruire le basi della sua futura startup beneficiando di spazi condivisi chiamati Coworking che corrispondo alla naturale espressione di luoghi fervidi dove l’imprenditore può trovare co-fondatori o partner con cui allearsi per portare a buon fine il suo progetto. I coworking sono luoghi abitati da persone con la mentalità aperta al cambiamento, la contaminazione tra volontà di crescita professionale e la costruzione di un propria azienda permetterà di tenere sempre proattivo e propositivo l’ecosistema. leggi tutto »

starAP21: al via il percorso formativo per le start-up

, di Andrea Carpineti

logo starAP21

Al via il percorso formativo completamente gratuito,
finanziato dal FSE, rivolto a 20 partecipanti, disoccupati,
inoccupati o lavoratori in mobilità, in possesso di laurea che si svolgerà a Villa Tofani – Ascoli Piceno.

Capofila del progetto l’ISTAO il quale coordinerà i lavori degli altri 17 partner coinvolti nel progetto. A LIVE sarà affidato il compito di seguire le star-up nella fase di incubazione, guidando i giovani innovatori nel percorso di crescita della loro idea di business.

10 gli INNOVATORI che verranno selezionati, a cui saranno affiancati altrettanti PARTNER MANAGERIALI

Le selezioni si svolgeranno nei giorni 13-14 novembre 2013 e si basano su valutazione dei titoli e colloquio orale.

Il corso inizierà ufficialmente lunedì 25 novembre e avrà una durata 8 mesi: 4 mesi formazione in aula – 1 mese di stage in azienda – 3 mesi di fase di incubazione.

Per maggiori informazioni www.istao.it

Brochure startAP21

il Total Cost of Ownership: il prezzo da solo non basta!

, di Maria Serena Chiucchi

“I prezzi di quel fornitore sono molto competitivi, ma le consegne non sono mai puntuali e spesso difettano per qualità. Ma quanto ci costa realmente continuare a servirci da quel fornitore?!”. Chissà quante volte in azienda capita di porsi domande del genere.
Per troppo tempo il prezzo è stato considerato l’unica variabile discriminante nella scelta del fornitore, trascurando le altre leve del vantaggio competitivo: qualità, flessibilità e tempestività delle consegne. Non si tratta di un problema di poco conto: il crescente ricorso all’esterno per la realizzazione di componenti e per l’acquisizione di materiali, componenti e servizi strategici può generare, infatti, una forte dipendenza nei confronti del fornitore. Il successo del prodotto sul mercato è anche nelle mani dei fornitori e non solo in quelle dell’azienda che lo produce! E allora, perché affidarsi semplicemente all’impresa che promette il prezzo più basso, rischiando di compromettere la qualità finale del prodotto o di dover sostenere una serie di altri costi per sopperire ai suoi difetti o alle carenze nei servizi associati? Perché non sforzarsi di individuare un partner affidabile e serio, su cui contare per una forte alleanza strategica?

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IP Finance: il portafoglio brevettuale a supporto della finanza d’impresa

, di Marco Giuliani

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Oggi si assiste ad una crescente tensione nel rapporto banca-impresa: le imprese sono sempre più in difficoltà e le banche chiedono invece sempre maggiori garanzie a supporto dei finanziamenti erogati.

L’IP Finance include al suo interno una varietà di operazioni quali l’IP Loan, l’IP leasing, l’IP securitization, ecc. A titolo esemplificativo, un IP Loan consiste nell’accensione di un mutuo garantito da un marchio o un brevetto che viene concesso in pegno o usufrutto al finanziatore. Un IP sales-and-lease-back è invece l’operazione in cui la proprietà intellettuale viene venduta alla società di leasing che poi la concede in leasing all’azienda cedente.

Tali operazioni, seppur abbiano tutte modalità attuative specifiche, si basano sulla valorizzazione ai fini finanziari del portafoglio brevettuale, cioè sull’emersione del valore reale di tali asset che tendono ad essere sottostimati nell’ambito del bilancio di esercizio.di tali considerazioni, nei paesi anglosassoni si sta assistendo ad un crescente utilizzo della proprietà intellettuale o portafoglio brevettuale (marchi, brevetti, ecc.) nell’ambito delle strategie finanziarie d’impresa: da qui l’espressione IP (Intellectual Property) Finance. In altri termini, la proprietà industriale diventa strumento per migliorare il merito creditizio dell’azienda e quindi per favorire il reperimento di capitali e la finanza aziendale.

A livello procedurale, le operazioni di IP Finance richiedono l’esistenza di una proprietà intellettuale “di valore”, una perizia di stima redatta da parte di un ente specializzato indipendente, un progetto finanziario sostenibile e l’individuazione di un adeguato interlocutore finanziario.

Anche se magari non è possibile realizzare in Italia tali operazioni con la stessa facilità con cui si realizzano nei paesi anglosassoni, far emergere valori nascosti certamente contribuisce a migliorare il merito creditizio aziendale e specifiche operazioni possono rappresentare un’opportunità di valorizzazione di risorse spesso trascurate o sottoutilizzate.

photocredit ayounginvestor.com

usare twitter per il customer care: 5 consigli per farlo con intelligenza

, di Fabio Fraticelli

Vendere un prodotto o un servizio è un obiettivo così difficile che una volta raggiunto vorremmo solo staccare la spina e prenderci una vacanza.

Invece è proprio una volta che il contratto è messo in cassaforte che si attiva una delicata serie di attività che in via generale possiamo definire “assistenza clienti”.

Turban definisce l’assistenza clienti come «una serie di attività progettate per aumentare il livello di soddisfazione del cliente, dandogli la sensazione che un prodotto o un servizio incontri le sue aspettative». Non è qualcosa che si improvvisa, né che si può apprendere facilmente su qualche manuale. Ogni azienda affina, nel tempo, un set di accorgimenti che rendono la propria relazione con i clienti acquisiti un’occasione di fidelizzazione.
Molto è stato detto circa le buone pratiche di customer care fatte off line, mentre ancora molto si può costruire se trasliamo sul web queste attività e le portiamo nel mondo dei Social Network.

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perchè navigare a vista?

, di Marco Montemari

Partireste mai verso una meta difficile da raggiungere senza navigatore? Certamente no. Rischiereste di sbagliare strada e raggiungere la meta in ritardo o addirittura di perdervi e non giungere a destinazione. In un certo senso è proprio questo il ruolo del budget in azienda: uno strumento di guida per l’attività dei manager.
Il budget è lo strumento principe della programmazione aziendale in quanto consente ai manager di fissare gli obiettivi da centrare e verificarne il raggiungimento attraverso il coerente utilizzo delle risorse assegnate. Tale strumento è il punto di riferimento per la rilevazione degli scostamenti dagli obiettivi programmati in termini di volumi, costi, ricavi e investimenti.
Il budget, dunque, non costituisce un mero strumento di previsione, ma una precisa manifestazione di volontà sugli obiettivi da conseguire e sulle attività da svolgere, basata su ciò che è avvenuto in passato e sui possibili andamenti futuri di certe variabili.

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non tutte le idee nascono con il buco…

, di Andrea Carpineti

Non tutte le idee nascono con il buco, o meglio non tutte le idee possono diventare prodotti di successo.
La storia ci insegna che affinchè un’idea possa aver successo spesso possono passare 2-3 anni, in alcuni casi 10 o 20. Galileo Galilei impiegò più di 10 anni per arrivare alla legge del moto. Albert Einstein ne impiegò undici per arrivare alle teoria della relatività.
Questo perchè? Perchè le idee spesso sono tante intuizioni incomplete che hanno bisogno di collidere con tante altre intuizioni per diventare delle buone idee.
Per creare un’idea di successo bisogna creare un modo per far collidere tante altre idee, provenienti magari da settori diversi.

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nasce GOextra

, di Andrea Carpineti

 

trasformare l’idea in un business che funziona

Martedì 25 giugno 2013 ore 15.00
Facoltà di Economia G. Fuà di Ancona

 

Nasce GOextra, la nuova divisione di e-xtrategy che ha l’obiettivo di offrire servizi strategici alle startup in modo da guidarli nel loro percorso di sviluppo, dall’idea imprenditoriale ad un business di sostenibile nel mercato.
LIVE sarà partner di GOextra insieme a Cocoon Porjects, Ideato e Paolo Manocchi. La presentazione ufficiale della divisione avverrà martedì 25 giugno in occasione dell’evento “trasformare l’idea in un business che funziona” che si terrà presso la Facoltà di Economia G. Fuà di Ancona alle ore 15.00.
9 interventi di 15 minuti ciascuno tracceranno il percorso per fare di un’idea un business sostenibile e scalabile. Alle startup, per definire e sviluppare il proprio modello di business. Alle aziende, per lanciare nuovi prodotti e servizi sul mercato.
Per iscrizioni e dettagli visita www.goextra.it

Scarica il programma dell’evento

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web 2.0: carpe diem

, di Luca Marinelli

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In questi ultimi anni le imprese hanno assistito a forti cambiamenti che hanno ri-disegnato, talvolta radicalmente, le logiche tradizionali di marketing e comunicazione. Tra le cause di alcuni di questi mutamenti, vi è senza dubbio il percorso evolutivo che ha intrapreso Internet a partire dalla seconda metà degli anni 2000. Questo fenomeno, comunemente chiamato Web 2.0, può essere definito come l’insieme delle innovazioni avvenute sulla Rete che, grazie all’introduzione di nuovi strumenti e funzionalità, ne hanno modificato le modalità di accesso e di utilizzo.

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